1 febbraio 2012

I giovani di Romà Onlus a “Pedalando nella memoria 2012″

Il 29 gennaio 2012 Roberto Hamidovic ha partecipato all’ottava edizione di “Pedalando nella memoria”, il memorial ciclistico in onore di Settimia Spizzichino.
L’unica donna romana sopravvissuta allo sterminio nazista è stata ricordata con un’iniziativa a cui hanno partecipato più di trecento ciclisti di tutte le età.
Durante l’evento sportivo (organizzato dall’Uisp di Roma in collaborazione con Comune e Provincia di Roma),  Roberto Hamidovic ha fatto un breve intervento sull’esperienza dell’Olocausto che accomuna la  popolazione romanì e quella ebraica e sulla condizione attuale di esclusione e marginalità che contraddistingue ancora oggi molti Rom e Sinti.
I ciclisti sono partiti da quattro punti della città e hanno svolto percorsi che hanno toccato i luoghi simbolo della storia dell’Olocausto e della lotta di Liberazione partigiana. La manifestazione si è conclusa  al Portico d’Ottavia .
Tra le soste con visite guidate quelle al Mausoleo delle Fosse Ardeatine e al Museo storico della Liberazione di Roma di via Tasso. Oltre alla presenza della comunità rom quest’anno il memorial ha visto la partecipazione della comunità gay, anch’essa perseguitata dal nazifascismo.
All’arrivo i ciclisti sono stati ricevuti dai rappresentanti della comunità ebraica e delle istituzioni per una cerimonia. Tra gli intervenuti: Gianluca Di Girolami, commissario dell’Uisp Roma, il consigliere comunale Giorgio Stefano Masino, Ruben Della Rocca, assessore ai rapporti istituzionali della comunità ebraica di Roma, Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, Carla Di Veroli, assessore alla memoria dell’XI municipio.
Settimia Spizzichino faceva parte del gruppo di ebrei romani deportati nei campi di concentramento il 16 ottobre 1943. All’alba di quel giorno, un centinaio di soldati tedeschi, dopo aver circondato il quartiere, catturarono 1022 ebrei, tra cui circa 200 bambini. Trasferiti alla stazione ferroviaria Tiburtina, furono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame.  Soltanto 17 deportati riusciranno a sopravvivere, tra questi nessun bambino e una sola donna, Settimia Spizzichino.
Reduce di Auschwitz, dove le fu tatuato il numero 66210, e di Bergen Belsen, ha impegnato la maggior parte del tempo, dal giorno della sua liberazione, avvenuta il 15 Aprile 1945, a raccontare la sua vita alle nuove generazioni.

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